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Renzi: irresponsabile o visionario?

Renzi è diventato protagonista indiscusso della politica italiana qualche settimane fa quando ha deciso di far uscire il suo partito "Italia Viva" dal governo Conte creando una crisi di governo. Lui ha spiegato ampiamente i motivi di questa decisione e io ho interpretato che a lui non va Conte e che non c'era accordo sui programmi. Dopo qualche giorno il Presidente Mattarella decide di incaricare Draghi di formare governo creando un clima positivo generalizzato. Allora la domanda viene spontanea: Renzi è uno irresponsabile ad aprire una crisi di governo in piena pandemia con scadenze politiche importantissime da gestire nell'immediato o, al contrario, è un visionario che ha capito che il governo Conte non avrebbe mai potuto governare efficientemente e ha salvato l'Italia anticipando i tempi di una crisi che c'era già nell'aria e dando al paese la possibilità di un governo migliore guidato da Draghi?

Puzzle

Per me non ci sono dubbi: è un irresponsabile. I motivi sono tre:
1- Costruire e distruggere sono due cose diverse. 
Renzi formava parte del Partito Democratico fino a quando questo partito è entrato a far parte della coalizione di supporto del secondo governo Conte nel autunno 2019. In quel momento creo il suo partito "Italia viva" insieme ad alcuni parlamentari e si costituì in partner di minoranza del governo Conte bis. In realtà contava con due ministre che sono molto visto la percentuale così bassa di supporto parlamentare al suo partito. Quel momento era quello giusto per decidere eventualmente di non partecipare ma ci è stato.
Se poi con il passare del tempo e l'evolversi delle circostanze il programma di Renzi non era più compatibile con l'orientamente che prendeva il governo, non serviva far saltare il governo per poi votare a favore i provvedimenti (come annuncio di voler fare), ma poteva agire al contrario: accordarsi con Conte di astenersi ad alcuni provvedimenti pur assicurando la fiducia al Governo. In questo modo era ancora più facile difendere le sue posizioni da dentro il governo, con ben due ministre, che da fuori. 
Conte aveva deciso di far passare il Recovery Plan due volte in parlamento considerando la rilevanza delle decisioni da prendere. Questo può essere letto come un gesto di incompetenza o di perdita di tempo ma è anche la decisione più democratica possibile. Un provvedimento di questa dimensione genera e genererà sempre forti discussioni e punti di vista divergenti. Su un tema così complesso, determinante e urgente, la crisi politica è sempre latente, ma lo è anche l'accordo. La democrazia serve proprio mettere in comune questi punti di vista e costruire una risposta comune, giusta o sbagliata che sia.
Non sapremo mai se le altre forze politiche sarebbero state in grado di creare un efficiente Recovery Plan senza dividersi. In questi casi la crisi non si anticipa, si fa. E Renzi la ha fatta.
Ma sospetto che il problema non era il programma, era Conte e a questo punto, perché astenersi al momento della fiducia?. Se lui è convinto che Conte è un piccolo demagogo allora perché Italia Viva si è astenuta sia nella camera che nel senato, e sia durante le consultazioni tenute da Fico?. 
Caro Renzi, Se vuoi costruire un governo Draghi (come adesso ti vuoi fare riconoscere) allora vota di NO alla fiducia e comincia a costruire una coalizione coerente con le tue convinzioni. Questo sarebbe costruire una alternativa a Conte. Ma non è successo così. Piuttosto Renzi ha generato una crisi di governo senza avere un piano B da sostenere e giustificare. Il NI ha contribuito a distruggere la coalizione di governo ma la costruzione non è stata grazie a Renzi.

2- Nelle sue dichiarazione oscure non dimostra di avere una visione. Anche se è vero che l'incarico a Draghi è stato dato da Mattarella dopo che Renzi ha fatto cadere il governo Conte, non possiamo da questo dedurre che Renzi ha fatto cadere il governo Conte per creare uno Draghi. 
Il suo NI alla fiducia è stato accompagnato da ore e ore di discorsi e considerazioni dove si è detto di tutto e il contrario di tutto. Magari ha nominato Draghi qualche volta, ha sicuramente nominato Conte tante volte, ha parlato di programmi vaghi e astratti. Effettivamente è difficile di credere e accettare che nel bel mezzo di una pandemia, con importanti impegni e decisioni da prendere da parte del governo, nella impossibilità concreta di richiamare a elezione senza produrre ulteriore danno al paese e alla sua gente, Renzi abbia deciso di far cadere il governo per motivi inesistenti. Probabilmente è per questo motivo che, nel segno di poi, vogliamo dare una logica a quella informe nuvola di fumo che sono state le sue dichiarazioni. Ma se analizziamo con attenzione l'accaduto, Renzi non ci ha mai fornito ne anche un solo indizio per poter sostenere che dietro quella nuvola di fumo ci fosse una visione di paese e di governo. 

3- Oggi buona parte del paese (o almeno della sua classe politica) sostiene che Draghi venga a "salvare l'Italia" e quasi tutti voglio essere parte di quel salvataggio ancora tutto da vedere.  Sembra però che Renzi vorrebbe essere l'ideatore del salvataggio in una manovra che disperata per protagonismo e supporto politico (Anche il New York Times dubita della genialità e spontanea generosità di Renzi)
Ma tre settimane fa, nessuno poteva assicurare a Renzi quali sarebbero stati le decisioni del capo dello Stato e niente ci assicura che Draghi sarà migliore che Conte. Ricordiamo che i premier che non sono il risultato di un mandato popolare si caratterizzano per guidare governi corti (di circa 1,5 anno), gestire questioni molto puntuali e chiamare a elezioni il prima possibile. Renzi e Conte sono stati una eccezione. Quindi dovremo vedere come gestirà Draghi il governo e cosa farà con il suo capitale politico alla fine del mandato. Se ce l'avrà.

In conclusione a me sembra che Renzi è un irresponsabile perché (1) ha fatto cadere un governo funzionante, (2) attuando azioni incerte e giustificazioni insufficienti. Inoltre la crisi da lui generata (3) è stata risolta dal capo dello stato, come previsto dalla legge, senza alcun controllo da parte di Renzi del risultato finale.






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