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Farsi un’idea: Il terzo mandato, le ragioni per il NO.

  Zaia non può ricandidarsi come Presidente della Regione nelle prossime elezioni. Allora alcune domande sorgono naturali: Perché non si può se prima si poteva? Perché le cariche nazionali non hanno limite alle rielezioni? E perché, in realtà, Zaia è già stato eletto tre volte consecutive? Cambia così tanto lasciare i Governatori tre mandati invece di due? Ci sono leggi che negano la possibilità del terzo mandato a Zaia dal 2004 (legge nazionale) e dal 2012 (legge regionale approvata proprio durante il primo mandato Zaia). Queste leggi sono state introdotte in seguito alla riforma costituzionale del 2001 che trasforma le relazioni Stato-Regione in due ambiti: 1- le competenze e 2- la struttura istituzionale. 1-Le competenze: Le regioni a statuto ordinario create negli anni ’70 avevano funzioni soprattutto amministrative con pochissima autonomia di fatto, sottomesse al potere centrale su praticamente tutte le questioni. Dal 2001 le Regioni diventano enti politici con considerevo...
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Farsi un’idea: Il terzo mandato, le ragioni per il SI.

  Il 26/6/25 la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha votato contro la proposta di emendamento della legge 165 del 2/7/2004 che prevede la “non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della Giunta Regionale”. Principio ripreso dalla Legge Elettorale della Regione Veneto n.5 del 16/01/2012. In sintesi, Zaia non può ricandidarsi come Presidente della Regione nelle prossime elezioni. Allora perché si cerca di far rieleggere Zaia se ben due leggi, una regionale e una nazionale, dicono esplicitamente che non si può? Potendo scegliere, cosa è più democratico in questa vicenda: lasciare a Zaia ricandidarsi assecondando il parere popolare (“lasciare scegliere ai veneti” come suggerisce Zaia) oppure mettere un limite alle rielezioni? Se io fossi del partito Lega Nord- Liga Veneta sarei interessata a continuare a candidare Zaia perché ha vinto le precedenti elezioni con maggioranze schiaccianti (60.16% - 2010; 50.88%- 2015; e 76.79%-...

Apocalipsis, un'altra volta. Nel nome di Gaza

Potremmo passare un milione di volte davanti a musei che ci insegnano le atrocità della violenza estrema. Penso, ad esempio, al Museo di Auschwitz in Polonia, al Museo commemorativo ESMA in Argentina e ai milioni di musei che commemorano i massacri in tutto il mondo. Ma se questa esperienza non ci aiuta a identificare un massacro quando ci troviamo di fronte, è inutile. Possiamo commemorare centinaia di date che ci ricordano l'orrore incommensurabile, ma se queste date del passato non ci aiutano a vedere il dramma del presente, non ne vale la pena. Possiamo creare le migliori leggi internazionali, articolate all'interno della più avanzata architettura giuridica penale, che ci consentano di mettere un limite gli effetti dell'odio sfrenato, ma se non crediamo in queste leggi, non funzioneranno. Non è un segreto che il governo israeliano abbia un piano a breve termine per occupare la Striscia di Gaza ed eliminare la popolazione che vi vive. Inoltre, abbiamo le indicatori che c...

Apocalipsis, un'altra volta. Un cambiamento possibile

Vogliamo tutti una soluzione a questo conflitto, ma il primo passo è sempre comprendere le motivazioni profonde di entrambe le parti, che non coincidono con le reividicazioni ancestrali. Gli ebrei devono garantire che Israele sia governato dal loro; I palestinesi hanno bisogno di un ambiente dignitoso in cui sviluppare la loro cultura in quel territorio. La proposta binaria che prevede "due popoli-due stati" o la "scomparsa di una delle due popolazioni" è assurda. Credo che Israele debba interiorizzare nello stato il conflitto con la Palestina. Ciò significa che il conflitto cessa di essere parte della politica estera e di essere regolato dal diritto internazionale, per trasformarsi in un conflitto interno secondo il diritto costituzionale israeliano. Non è una mossa facile, soprattutto perché Israele è governato da una destra religiosa radicalizzata e omicida e non ha una costituzione scritta. Ma così come stanno le cose, cosa ci costa provare? Inoltre, è important...

Apocalipsis, un'altra volta. Due popoli, mezzo Stato

 Perché non credo nella proposta due popoli-due Stati? Perché è chiaro che non funziona. Quando una soluzione comporta più violenza che pace, semplicemente non è adeguata. Abbiamo migliaia di episodi che ci dicono che non funziona. Solo dal 2005 al 2022 si sono verificate nove violente crisi tra Gaza e Israele, che l'esercito israeliano ha nominato e documentato. Nella maggior parte dei casi la provocazione proviene dall'autorità della Striscia di Gaza, Hamas. Ma non importa nemmeno di chi sia la colpa se non funziona, perché penso che bisogna saper rinunciare alle idee quando non porta a buoni risultati nella pratica. Qualcuno si rende conto che “costruire uno Stato” è difficile? Quando sento dire che la risposta al conflitto tra Israele e Palestina é "due popoli-due stati", mi vengono in mente coloro che credono che per risolvere il problema climatico del pianeta sia necessario trasferire l'umanità su Marte. Creare uno Stato è molto difficile. In effetti, molti ...

S XXI. banality of Evil

https://www.regionieambiente.it/oxfam-aumento-disuguaglianze-sociali/ During the Eichmann trial, Hannah Arendt observed how the actions of the Nazi government official, oriented towards the extermination of the Jews, did not stem from hatred against the Jews themselves but rather from a morally uncritical way of acting within a specific institutional structure. The banality of evil. This institutional structure, as in the case of the Nazi government, presents itself as external and imposes itself on the individual as if there were no alternative. Following orders, fulfilling the daily routine, responding to intra-system incentives are the actions that anesthetize thought and moral reflection. Arendt, in her writing, was thinking about the totalitarian regime of totalitarian Germany, but the numbing of critical thought is also present in modern democracies. I will never forget conversations I had with good people, caring parents, and middle-class professionals interested in the social l...

5- Voce in capitolo

Un altro elemento importante che non ho ancora menzionato è la diaspora ebraica e palestinese, che hanno il potenziale di influenzare il consolidamento di relazioni più sane tra le due nazioni o di radicalizzare le loro posizioni. Le diaspore non sono state considerate nelle analisi politiche e istituzionali dei paesi democratici perché generalmente non hanno potere di voto e non influenzano direttamente la vita quotidiana del territorio nazionale. Le cose stanno cambiando. Le democrazie moderne, attraverso le loro leggi sulla cittadinanza, concedono sempre più diritti e opportunità alle loro diaspore di partecipare alle elezioni politiche nazionali. Ciò si verifica nel quadro della globalizzazione e del post-nazionalismo che, nella triade Stato-(multi)nazione/democrazia, tende ad attribuire più peso ai valori della democrazia e ai diritti individuali ad essa collegati. Il 26 febbraio 2025, un gruppo di intellettuali ebrei italiani, tra cui la dott.ssa Foa, ha pubblicato una lettera ap...